October is the new black

E così il vaso è andato in mille pezzi; una sassata lo ha colpito e BAM schegge di vetro in ogni dove.

La prima settimana la Fata ha pianto, molto. Se si fosse tagliata con una di quelle schegge, un bel taglio profondo con sangue rosso vivo a fiotti sarebbe stata più facile, e invece no, niente taglio, niente sangue, e allora vallo a spiegare perché si piange.

La seconda settimana ha cercato di riunire i pezzi, rintracciare tutte quelle schegge: da sotto al tavolo, dal pavimento, dalle pieghe del divano, il grosso con la ramazza, poi carponi perché non gliene sfuggisse nemmeno una. Rimettere insieme quel mucchietto era evidentemente impossibile, ma almeno nessun altro si sarebbe fatto male camminando per casa.  Perché se i maghetti si fossero feriti, non se lo sarebbe mai perdonata.

Lasciato passare settembre che, si sa, non è assolutamente un mese in cui prendere decisioni, a inizio ottobre la Fata decide che è ora di un vaso nuovo. Intatto. Vuoto. Ma pronto per essere rimpinzato. A fresh start. Sì ma stavolta un giro di pluriball non te lo toglie nessuno caro il nostro vaso.

E così un po’ alla rinfusa, che per i progetti a lungo termine non siamo ancora pronte, ci abbiam buttato dentro: un film sugli omini che abitano la nostra testa, un paio di uscite con le amiche di sempre LucyTaylor ed EternaFidanzata e un paio con quelle recentemente scoperte. Un concerto in una foresta. L’organizzazione di un evento godereccio atto a raccolta fondi per un percorso di psicomotricità che poi è una delle ennesime scuse per mangiare all’aperto, fare comunella tra genitori mentre i figli si rotolano nel fango… ehm… si cimentano in percorsi nel parco.

Il nuovo sport di MagoMagretto che lo impegna sì te volte la settimana più la partita al sabato pomeriggio, ma che non si è mai visto così sorridente, rilassato e a desideroso di migliorarsi.

A chi chiede alla Fata “come va?” senza un sincero interesso e senza chiaramente volersi sentire dire che:

FacciadAngelo ha trovato casa a un affitto ridicolo bollette incluse, il giorno del decimo anniversario di matrimonio hanno incontrato l’avvocato, i conti sono stati separati così come i letti, NONOSTANTE tutto ciò FacciadAngelo non se ne VA.

La malattia di fata Madrina sta diventando sempre più debilitante.

M. dopo avergliela raccontata così bene che lei quasi quasi ci ha creduto, prenotato le vacanza insieme poi pagato la sua quota per intero basta che stai a casa, si è, nemmeno a dirlo, volatilizzato nel nulla

la risposta è: chiedi InBar; che se lo dicono InBar a ChiccodiUva allora deve essere vero per forza. InBar dove ogni mattina si ritrovano i cassi integrati della maggior azienda di ChiccodiUva a farsi i cazzi degli altri  sorseggiare caffè e disquisire di filosofia.

E quindi benvenuto Ottobre e se qualcosa non vi è chiaro, beh… chiedete InBar.

apply-now

And here we are, again …

E quando pensi di aver toccato il fondo, di aver pianto tutte le lacrime che avevi, di esserti risistemata e di aver incollato i mille e mille pezzi in cui eri andata, ti rendi conto che sì, c’è molto fondo da raschiare ancora.

Quando la persona che per mesi e mesi aveva detto di amarti, di esserti vicina, di capirti e supportarti e di aver finalmente trovato una donna con cui costruire una storia, decide che basta. Decide che non aveva fatto i conti con tutta la storia che ti porti dietro. Ma non prima di averti fatto prenotare una vacanza da passare insieme (!!!)

Quando questa persona che diceva di sapere esattamente quello che voleva e quello che voleva eri tu, di punto in bianco decide che no, non aveva fatto i conti con i tuoi figli, e con l’impegno che comporta.

Che alle difficoltà si sa, si fa prima a scapparle o girarci intorno che mettersi lì di impegno ad affrontarle.

E ora tu ti ritrovi con un biglietto aereo e un albergo prenotati e non sai bene che fartene perché quella doveva essere la vostra vacanza, dello svegliarsi insieme, del ridere insieme, e visitare e assaggiare birre e camminare guardando le bellezze del paesaggio con gli occhi di un altro.

Occhi che si dicevano innamorati e che adesso sfuggono al tuo sguardo.

E poi, di nuovo, ancora una volta le frasi che mai vorresti sentirti dire.

E le sigarette fumate in fretta, che ziopero avevi smesso da un anno ormai, e le notti insonni e i pianti di nascosto che i tuoi figli non debbano vedere che hai fallito ancora una volta a mettere il cuore e l’impegno dentro una storia che non ha funzionato.

I mille pezzi diventano centomila che un vaso spezzato per la seconda volta non sai più da che parte cominciare ad assemblarlo. E le insicurezze si centuplicano mentre i chili diminuiscono e tu diventi più brutta, più triste.

Il fondo del barile, da raschiare con le unghie e con i denti quando non sono impegnati a ingollare nicotina, chissà che sul quel fondo non trovi una faccia nota, qualcuno contro cui accucciarmi.

Quando ti eri ripromessa che no, non sarebbe accaduto mai più fa ancora più male.

… anybody want to jump on a plane with me? Fata

La petizione #dilloinitaliano: quello che è successo

Dimmelo in italiano !!

D I S . A M B . I G U A N D O

Dillo in italiano. Petizione

A poco più di un settimana dal lancio sulle pagine di Internazionale e di Nuovoeutile la petizione#dilloinitaliano lanciata da Annamaria Testa ha raccolto più di 55.000 adesioni. Hanno firmato persone di tutti i tipi: studenti, anziani, traduttori, poliglotti, molti insegnanti d’inglese e d’italiano, italiani all’estero e stranieri residenti in Italia, ma anche persone che non si attribuiscono nessun titolo per firmare. E poi:

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Wolinski

BarneyPanofsky

Oggi un commando di talebani del cazzo ha ucciso una decina di persone a Parigi, nella redazione di “Charlie Hebdo“. Un giornale satirico tipo “Il vernacoliere” o, per restare in Francia, “Le canard enchainé“. La motivazione del massacro e’ che il giornale s’era permesso di pubblicare vignette satiriche sui talebani musulmani, quelli che sgozzano le loro prede come se fossero maiali.

Tra i morti, alcuni disegnatori.

Tra i disegnatori, anche Georges Wolinski, che leggevo su Totem Comics durante gli anni di universita’.

Un signore di ottant’anni, inerme, freddato a raffiche di Khalashnikov da due coglioni che credono ad un dio con un cazzo di asciugamani in testa, il quale dice -secondo i due idioti e i talebani come loro- che gli infedeli vanno ammazzati.

Un signore che scriveva cose cosi’:

“Signorina, se le dicessi che sono squattrinato, non ho l’auto, sono maleducato, schizofrenico, asmatico…

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