Tu non sai chi sono io.

A ChiccodiUva ci sono due supermercati e chi frequenta abitualmente l’uno difficilmente lo si vedrà nell’altro. A te qua non ti si è mai visto. Per questo quando ti noto in attesa davanti al banco del pane ci metto un secondo di troppo a realizzare; devi esserti sentito il mio sguardo addosso perché ti giri. E ci guardiamo.

Per fortuna ho il carrello a cui appoggiarmi: le gambe cedono.Il cuore tonfa dritto nello stomaco.

Tu non sai chi sono io.

Io so che solitamente non sei tu che ti occupi della spesa. So che se non c’è la pasta a cena ti arrabbi. So che con i computer non te la cavi molto bene. Che per la pennichella postprandiale metti il pigiama. Che sei riservato. E innamorato. Ma più riservato che innamorato e lei non la conosce quasi nessuno dei tuoi famigliari. A parte tuo fratello.

Nel frattempo hai comprato panini e etti abbondanti di salumi. Io continuo a tenermi aggrappata al carrello, dove sto buttando generi alimentari a caso che la lista della spesa ormai è andata … dai sei mesi sto facendo un lavoro faticoso e doloroso per ricacciare al loro posto i ricordi e le sensazioni e gli odori e il vederti qui il sabato mattina inaspettatamente fa tornare tutto in gola, un rigurgito acido. Che brucia il cuore, la bocca, la testa.

E tu nemmeno sai chi sono io.

O forse sai quel che si dice. Che a ChiccodiUva quel che si fa si sa.

E a ChiccodiUva dicono che sono andata a letto con tuo fratello. Per un anno.

Mi incolonno alla cassa numero uno sperando che quelli davanti a me abbiamo altrettanta fretta di uscire di qua come ne ho io.
Ma così non pare … La gente in fila chiacchiera, commenta, si saluta, si scambia ricette, d’altra parte a ChiccodUva ci si conosce tutti.

No! Ma perché proprio la mia fila?? Perché? Non vedi le altre che sono più scorrevoli? Tu hai fretta, vai in un’altra cassa. E invece niente, te ne stai esattamente dietro di me con i tuoi panini in una mano e una bottiglia di bibita nell’altra.
Vorrei voltarmi e urlare: tu non sai niente! non avete capito niente! Di me, di lui, delle nostre cene, dei parcheggi, dei baci, dei confronti sulla politica, del sushi mangiato sul divano, del sesso.
Adesso mi volto, adesso gli dico: “Ciao, sono la Fata e mi sono innamorata di tuo fratello”.

E se invece fossi io a non aver capito un cazzo?

Mi ricompongo, preparo il sorriso più spontaneo che possa uscire in queste circostanze mi giro e … “Emh, passa pure se hai solo quello ..”

Il trionfo della codardia.

Tu ringrazi, passi, paghi, prendi il resto dalla cassiera, fai per uscire, mi guardi e con la sfrontatezza dei tuoi ventiepochi anni mi fai:   “Ciao Fata” 😉

Ah.

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2 thoughts on “Tu non sai chi sono io.

  1. Io dico che deve essere dura e lo si legge tra le righe, che poi viverlo tutto questo a ChicchodiUva è da perderci il senno. Che immagino che non ci sia solo fratelloragazzino che inverte il supermercato a riportare tutto a galla. Dico solo una cosa. Loro non sanno, stanne certa, di conseguenza tu sbattitene. (Aprite quella gabbia mi piace proprio!)

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